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mercoledì, dicembre 18, 2013

External command: XYZ Family In & Out - Update






Ho apportato qualche modifica al codice del post precedente, la versione aggiornata si può trovare qui ed ora consente di aggiornare la posizione delle famiglie modificando il file CSV associato al progetto.
Ho corretto l'esportazione che ora utilizza il punto come separatore decimale così non si confonde con la "," del CSV.
Quando si vuole modificare una famiglia su host da CSV potrebbero verificarsi risultati inattesi poichè prevale la relazione che intercorre tra host e famiglia (quindi lo spostamento c'è ma avviene lungo l'host).

Qui invece l'external command con DLL e ADDIN che vanno copiati in questa directory:

C:\ProgramData\Autodesk\Revit\Addins\2014\

Potrebbe essere utile anche consultare questo articolo per sbloccare i file .dll
If you are happy with my code you can show me some gratitude paying what you want on PayPal:

puntorevit@gmail.com

lunedì, novembre 25, 2013

Video sulla creazione delle famiglie - Boston Revit User Group

Credit a Luke Johnson di What Revit Wants


lunedì, novembre 04, 2013

Linee di riferimento - Parametrizzare l'angolo di un solido



Nell'editor delle famiglie possiamo utilizzare le linee di riferimento per vincolare le linee che costituiscono il profilo di un solido di estrusione ad esempio per potere controllare l'angolo tra queste linee e dei piani di riferimento.
Il concetto chiave è che la rotazione viene controllata da un parametro angolo su un particolare oggetto, la linea di riferimento, che viene individuata dall'intersezione di due piani.
Le estremità delle linee di riferimento si possono vincolare alle intersezioni fra i piani utilizzando il comando allinea e successivamente bloccando il lucchetto che compare per stabilire il vincolo.
Per tracciare la linea di riferimento è meglio partire da un punto qualsiasi e terminare in corrispondenza dell'intersezione fra i piani di riferimento per favorire le quote automatiche (di default sono nascoste ma sono alla base della relazionalità geometrica di Revit).
Per posizionare la quota angolare invece è meglio partire dal piano di riferimento che resterà fisso e poi cliccare sulla linea di riferimento.
Quando si entra in modalità di tracciamento si deve fare attenzione a selezionare per ciascuna linea il piano di lavoro appropriato: aiutandosi con il tasto TAB e deselezionando dalla toolbar delle opzioni il concatena, si può realizzare il tipo di relazione desiderata.
Questo tipo di procedura si può seguire anche per i componenti di dettaglio.

martedì, febbraio 07, 2012

Primavera-2

Può sembrare complesso ma sono solo estrusioni, i materiali di colori diversi corrispondono ad altrettante sottocategorie... Ritorna utile per le esportazioni verso 3DS Max oltre che essere obbligatorio per il controllo e la flessibilità della grafica in Revit.

sabato, gennaio 07, 2012

La primavera

A dettaglio medio....
A dettaglio alto....

Stay tuned...

mercoledì, aprile 22, 2009

Librerie di componenti

Librerie di componenti distribuite gratuitamente da Hamilton Laboratories Thermo Scientific.

ftp://ftp.fisherhamilton.com/FH_Standard_Product_Library.htm

C'è un piccolo problema....sono fatti in AutoCAD e poi importati in Revit.
Le categorie sono per lo più corrette, ma non c'è verso di poter controllare la grafica se non attraverso la scheda oggetti importati>oggetti in famiglie, c'è di buono che sono molto ben suddivisi e riconoscibili i layer di partenza e quindi si possono assegnare i materiali per il rendering.

Da usare con prudenza.

domenica, settembre 07, 2008

Scala a chiocciola


In questi giorni devo realizzare un progetto per un business center e per realizzare delle scale di servizio dal piano deposito a quello esposizione ho pensato di utilizzare delle scale a chiocciola.
Con il comando scala non sono riuscito a sovrapporre le rampe...allora ho pensato di realizzare una famiglia dedicata.
In particolare è una famiglia parametrica di attrezzature speciali che si comporta come un pilastro, con i vincoli in altezza e relativi offset.
Al suo interno sono presenti dei gradini parametrici che devo ancora completare con una nidificata per il parapetto.
Il numero di gradini che occorrono per fare un giro completo di 360° viene calcolato in funzione dell'altezza minima di passaggio.
L'ampiezza di ogni pedata invece viene determinata in funzione delle prescrizioni di sicurezza antincendio.
La combinazione di questi due risultati determina la sovrapposizione dei gradini.
Basta aggiungere un vuoto alla nidificata dei gradini e il gioco è fatto.
Ovviamente nel progetto sarà classificata come attrezzatura speciale, non potrà avere una ringhiera di sistema e non mostrerà la canonica freccia del senso di salita.
Tuttavia è possibile aggirare l'ostacolo nidificando opportune famiglie di modello e di dettaglio.
Spero che possa essere di utile spunto a qualcuno.

domenica, giugno 22, 2008

Risultati del sondaggio

Dai risultati del sondaggio è emerso che le maggiori difficoltà sono legate all'editazione delle famiglie e all'utilizzo delle varianti.

A parte qualche imbecille (statisticamente parlando) che ha segnato tutte le risposte, mi sorprende in negativo che ci sia un 25% che sente la mancanza dei layer.

Questo significa che non è stato digerito il concetto di categorie di oggetti, di What You See Is What You Get, e che molto probabilmente per il proprio lavoro si ricorre ad espedienti di manipolazione in AutoCAD.

Dal mio punto di vista è un male: innanzitutto significa che non si è compreso appieno il funzionamento del programma, ovverosia si sfruttano alcune caratterstiche dell'approccio BIM ma con finalità ristrette al CAD.
Diego Minato, alias Gjiom http://revit-landia.blogspot.com/ una volta mi disse che il problema maggiore dei nuovi utenti Revit con passato AutoCAD è che non riescono ad abbandonare la mentalità CAD in favore di una mentalità più propria, per tradizione, di chi opera nel settore dei componenti meccanici.
Come dargli torto? è senz'altro vero, infatti il CAD non è altro che la trasposizione del tecnigrafo e della carta sul computer, questo ormai è arcinoto.... all'inizio ha spiazzato molti la novità...ma in realtà era solo un cambio di strumenti, perchè l'approccio era rimasto il medesimo: sovrapposizioni di linee indipendenti; la difficoltà era di tipo tecnologico, non di concetto.

Intendiamoci, sono stati progettati i capolavori dell'architettura e dell'ingegneria con quegli strumenti, ma dietro di essi c'erano grandi idee che li manovravano, quindi non sono e non saranno mai solo gli strumenti a definire la qualità di un progetto e della sua realizzazione, ma di certo aiutano.

Occorre fare un ragionamento di più largo respiro.

Cos'è un progetto? Cos'è la qualità in un progetto? o meglio, nel processo edilizio?

Il prof. Maurizio Costantini sostiene che il progetto sia una prefigurazione della realtà, non una semplificazione a compartimenti stagni quindi, ma il gigantesco sistema di variabili interconnesse fra loro che si riversano nel tempo, nello spazio e nella dimensione economico-ecologica-sociale.

Ora la qualità di una prefigurazione di un sistema complesso è tanto maggiore quanto tutte le parti coinvolte in questo processo portano a compimento i loro incarichi negli estremi contrattuali pattuiti in precedenza.

E quindi in forza di questo contratto si può misurare il grado di soddisfazione delle parti e la rispondenza della realtà alle caratteristiche attese.

Il progetto è proprio quel contratto.

Se chi è preposto a redigere il progetto è incapace di controllare il processo edilizio prima che l'idea di progetto si immerga nella dimensione materiale, allora la qualità del progetto rischia di essere pesantemente compromessa.

Le cause possono essere molteplici e da ricercare nel campo di azione del progettista: in primo luogo la sua esperienza e preparazione, la sua disponibilità a mettersi in gioco sempre, il suo aggiornamento, i suoi strumenti di lavoro.

Purtroppo si dà minor peso al fine che non ai mezzi, e ci si ritrova attaccati ad un'idea di "lavoro" che rende più simili a dei mestieranti, mentre invece ci si dovrebbe sforzare di essere professionisti ad ogni costo.

Ora il fine è la qualità di processo, occorre disporre di un progetto il più vicino possibile alla realtà, per fare questo ognuno si sceglierà i mezzi a sè più congeniali, quelli che, utilizzati a regime, permettano di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo; è un discorso soggettivo, ma è possibile anche delineare dei comportamenti medi, in virtù dei grandi numeri di cui è costituito il "parco progettisti"; è oltremodo possibile azzardare delle previsioni tenendo conto di come questi comportamenti evolveranno in funzione di eventi esterni come l'introduzione di nuove tecnologie.

Ormai il professionista singolo copre una piccolissima parte del lavoro di progettazione, è in forte crescita invece l'associatività, talvolta occasionale, di realtà professionali diverse.
E' indispensabile quindi trovare un sistema per poter comunicare tra tutti i soggetti senza perdere informazioni.

L'altro grande tema per il rispetto del contratto e quindi per l'ottenimento della qualità è l'assenza o, più verosimilmente, il controllo degli errori. Un'efficace sistema di individuazione degli stessi e un processo per neutralizzarli apportando le modifiche necessarie in tempi ragionevoli.

Gli strumenti informatici di ultima generazione che permettono di realizzare queste condizioni fondamentali sono un'evoluzione rispetto ai sistemi CAD, ma nascono da un'idea completamente nuova, focalizzata sul fine, ovvero il BIM (Building Information Modeling, modello di informazioni edilizie). Questo concetto nuovo fa desistere quegli "utonti" che si ostinano a ripetere: "è troppo difficile, se non lo usa nessuno un motivo ci sarà".
Sono persone che non vedono un palmo più in là del proprio naso, che non hanno nemmeno la capacità di accorgersi che stanno per essere tagliati come rami secchi, perchè si scoraggiano al primo ostacolo. E' un costume diffuso anche tra i giovani purtroppo.
Passi a chi ha più di 40 anni, insoddisfatto e frustrato, ma per una mente giovane e fresca non è ammissibile.
Ad ogni modo un progettista che si meriti questo appellativo non si permetterebbe mai il lusso di non stare al passo con i tempi, ma questa è un'opinione strettamente personale.
Per quelli che credono che sia difficile c'è una bel detto: è facile sentire il rumore dell'albero che cade, mentre non ci si accorge nemmeno del rumore che fa la foresta che cresce.

Il BIM è un'identità con il progetto edilizio in tutti i suoi aspetti, non è generico e non è nemmeno un semplice disegno: è specifico del mondo dell'edilizia e rappresenta un modello n-dimensionale, dove n è il numero delle variabili della realtà che definiscono il processo edilizio.

Per poter utilizzare un BIM occorre una profonda comprensione della realtà delle cose, occorre avere un approccio da artigiani: olistico, tecnico e creativo nello stesso tempo.

La prima cosa è dunque staccarsi da una logica 2D per abbracciarne una dove entrino a pieno titolo la terza dimensione dello spazio, il tempo, i costi ecc...

In questo senso è senz'altro meglio una mentalità meccanica: rigorosità e cognizione dell'intero problema da molteplici punti di vista.

Veniamo a Revit.

Revit è un software BIM, la sua logica di scomposizione in categorie prevede che gli oggetti edilizi possano essere suddivisi in categorie, ognuna con caratteristiche particolari, predeterminate e immodificabili.

Quello che si ricava è quindi un insieme di oggetti 3D, 2D ecc...tutto è un oggetto e tutto risponde alla stessa logica.

Per gestire la visualizzazione non occorrono layer, ma è sufficiente agire sulle modalità di rappresentazione grafica delle categorie. Per ciascuna vista 2D/3D è possibile definire come dovrà essere stampato in tavola ogni elemento.
Esistono componenti 2D che appartengono alla vista di lavoro: per alcuni di questi è possibile cambiare l'ordine di visualizzazione e portarlo davanti o dietro ad altri oggetti...
Il what you see is what you get è proprio questo: ciò che vedete a monitor è ciò che otterrete in stampa, esistono dunque all'interno di Revit tutti gli strumenti necessari per modificare colori, spessori, motivi ecc...degli oggetti senza necessità di dover passare attraverso altri programmi e perdere tutta la forza del BIM.

Una piccola nota sulla difficoltà dell'editazione delle famiglie: andate a vedere come si costruiscono le famiglie in altre piattaforme, come ad esempio Archicad.... attraverso listati, codici, preoccupandosi di come deve essere rappresentato un oggetto spessori di linea ecc...

In Revit c'è a disposizione un motore grafico, di sicuro si otterranno oggetti meno complessi, ma a mio avviso con molta meno fatica.

mercoledì, febbraio 27, 2008

Testo modello su muro curvo

Se siete dei vandali, dei teppisti e avete bisogno di scrivere sui muri, o più semplicemente dovete realizzare un'insegna per un negozio sarete certamente ricorsi al testo modello....ma se il muro fosse curvo? purtroppo in quel caso il testo modello non funziona.

Si potrebbe fare però una famiglia di archivio.
Innanzitutto analizziamo meglio il problema:
- le scritte che dobbiamo realizzare non sono esageratamente lunghe generalmente, ma sono composte da poche parole;
- un testo può essere visto come la successione ordinata di caratteri convenzionali, la cui grafica cambia in funzione del font scelto;
- le insegne possono essere luminose o meno, sarebbe bello poter decidere il materiale come un qualsiasi oggetto.

Dunque è abbastanza semplice la risposta, si realizza una sola famiglia di archivio che sia flessibile nei contenuti e nei font. Prima creiamo una famiglia che conterrà un carattere del testo modello (per meglio approsimare la curva del muro è necessario utilizzare un solo carattere), vincoliamo il contenuto del testo tramite un parametro di istanza, e parametrizziamo anche la profondità e il materiale del testo modello.
Adesso dobbiamo creare tante copie di questa famiglia quanti sono i font che vogliamo utilizzare, poi dobbiamo avere cura di settare per ogni copia la corretta corrispondenza tra nome e font utilizzato nel testo modello.

Fatto questo carichiamo tutte le famiglie dei font in una nuova famiglia e li inseriamo uno alla volta: se li selezioniamo possiamo assegnare loro un testo etichetta (barra delle opzioni) e quindi un parametro di tipo che permette di creare diversi tipi di famiglia, uno per ogni font utilizzato. Sarà necessario anche agganciare i parametri dei componenti inseriti con dei parametri della nuova famiglia, del tutto identici a quelli a cui si riferiscono (ad esempio si aggancia i testo con un parametro testo, la profonsità con un parametro identico....va fatto per tutti i font che usiamo).

Da Impostazioni/Paraetri e categorie famiglie, cambiamo la categoria sotto quella più appropriata (se ad esempio fossimo partiti da un template di modello generico, non potremmo vedere questi oggetti negli abachi....io consiglio arredi fissi, ma non è aobbligaorio), ma cosa molto importante togliamo il segno di spunta da sempre verticale e lo mettiamo su basato su piano di lavoro.

Questo ultimo passaggio permette infatti di selezioanre come riferimento per l'inserimento o un piano di lavoro ( sia graficamente sia per nome) oppure una superficie, che è quello che serve a noi nella fattispecie.

Ora carichiamo la famiglia appea creata nel progetto e creiamo un'istanza su muro curvo ( da una vista 3D); selezioniamo il carattere, andiamo in una vista di pianta ed eseguiamo una matrice radiale con cetro coincidente con quello della curatura del muro, e mettiamo come numero di elementi quello della lunghezza della stringa di testo.

Fatto ciò dobbiamo selezioanare gli elementi e scomporre i gruppi che si sono creati automaticamente per poter modificare le singole istanze, per farlo sarà sufficente modificare le singole istanze dei caratteri.

domenica, novembre 18, 2007

Cominciare a editare le famiglie

Quanto segue è stato trattato da me in un topic del forum http://www.3dsmile.it tramite corrispondenza elettronica con un utente, Roberto, che chiedeva un aiuto in particolare rivolto all'editazione di famiglie in Revit. Appena ho avuto tempo ho realizzato un cappello introduttivo per inquadrare il problema e, su richiesta di Roberto, sono andato invece un pò più verso l'operatività delle operazioni da svolgere. In particolare ci siamo concetrati sulla realizzazione di una porta a due ante, serviva a Roberto e aveva tentato il metodo "all'italiana", cioè quello di andare a modficiare qualcosa di esistente, ma una volta aperta la famiglia di partenza più prossima a ciò che voleva, si è dovuto fermare per cercare di capirne il funzionamento. Io ci provo. Per brevità e per "stile letterario" riporto direttamente le mie risposte.

"Ciao Roberto! premetto che il tuo spirito è quello giusto, e che va benissimo che ficchi il naso in famiglie preconfezionate per capire come sono fatte, ma il metodo "all'italiana" del modificare ad hoc l'esistente non è sempre fruttifero.

Allora le famiglie sono l'aspetto BIM della cosa: sono oggetti che puoi inserire nel modello, la loro rappresentazione nelle viste è legata alla loro categoria di appartenenza e, cosa molto importante, alle famiglie è possibile assegnare dei parametri che ne governino le proprietà, e con questo non intendo solo quelle geometriche.

Avrai certamente notato che la barra di progettazione cambia nell'editor famiglie, questo per farti capire che l'argomento su cui ti stai affacciando è molto vasto...

Dunque, devi sapere che una famiglia di porta (come molti altri oggetti) puuò essere composta di molte parti alcune 2D e altre in 3D, visto che sei alle prime armi io ti consiglio un approccio "orizzontale":in particolare per fare in fretta ciò che ti serve potresti usare solamente il 2D come base per poi ricavare la terza dimensione.

Bada però che la vera forza del BIM è proprio il modello 3D, e la possibilità di gestire oggetti parametrici quindi cerca da subito di applicare un pò di attenzione e con poco sforzo avrai ciò che ti serve.

Dal menù a discesa Impostazioni>Tipi di famiglia troverai una finestra di dialogo che ti permette di controllare i parametri della famiglia: ce ne sono alcuni fissi, altri li puoi aggiungere a piacere.

I parametri sono di diverso tipo a seconda della proprietà che devono andare a comandare, oppure dipendono dal tipo di input che l'utente può inserire (es.untesto, o un numero intero, che è diverso da un numero inteso come un numero reale, floating point, hai presente? va beh non è difficile).

Questi parametri sono quelli che ritrovi nella finestra delle proprietà dell'oggetto, è doveroso ora fare una precisazione importantissima, magari inutile: ogni oggetto presente è un' ISTANZA di un qualche TIPO di famiglia, e questo si rilfette sui parametri che stai creando.

Se il parametro è di tipo ISTANZA, una sua variazione influenza solo e soltanto l'oggetto specifico sul quale si opera, mentre se il parametro è di tipo TIPO, una sua variazione si rifletterà in tutte le istanze del progetto, presenti e future e anche retroattivamente...

Tornando alla tua porta, setta i parametri che definiscono l'apertura in modo che si adatti a ciò che devi rappresentare... il fatto che si possa cambiare l'apertura agendo sui parametri ti deve far pensare: da qualche parte nel file c'è scritto che se tu cambi quel parametro, l'apertura lo segue! il concetto è che qualcuno prima di te ha impostato questa "regola" e il bello è che non ha utilizzato dei linguaggi di programmazione per farlo ma semplicemente i piani di riferimento e i lucchetti... questa è una vera rivoluzione. Cool Cool Cool

Disegnati la porta come in un CAD usando le linee di simbolo (per la differenza da quelle di modello ti rimando a una discussione su www.3dsmile.it che ha sviscerato il problema in profondità), una volta terminato seleziona una riga e vedrai che sulla barra delle opzioni compare un tasto visibilità: queto ti permette di definire il livello di dettaglio a cui far vedere quella specifica linea, anche questo è molto BIM.

Anche le linee 2D sono parametriche e quindi puoi vincolarle ai piani di riferimento ecc...

Quando sarà completo, dovrai per forza affrontare la modellazione 3D: puoi fare tutto brutalmente in quella stessa famiglia( Sad ) oppure nidificare con altre famiglie i tuoi oggetti ( ), e magari utilizzare il trucchetto del livello di dettaglio anche per gli oggetti nidificati."

"Ehilà!

si mi ricordo di aver aperto una "porta" che dà su un ambiente vastissimo che è quello della creazione di famiglie... :)
beh per cominciare io partireri da qualcosa di più semplice di una porta, perchè come diceva Gjiom, è un pò rognosa da trattare all'inizio: ci sono troppi parametri per un primo approccio.

Sull'operatività: innanzitutto quando editi una famiglia entri nell'EDITOR delle FAMIGLIE, cioè un ambiente molto simile a quello di Revit per i progetti, ma dove ci sono attivati di volta in volta dei comandi e delle opzioni diverse, in funzione di ciò che stai realizzando, e come aiuto, il programma ti permette di utilizzare solo comandi che poi non genereranno errori di definizione dell'oggetto per poterlo maneggiare correttamente (o almeno queste sono le intenzioni).


Quindi le viste che hai sono del tutto simili a quelle del browser di progetto e le puoi usare per meglio definire l'oggetto in tutte le sue parti. La priorità di dove operare la decidi tu di volta in volta: nel caso della porta supponi di conoscere bene l'ingombro in pianta e di avere necessità che sia rappresentata la battuta in un certo modo, allora cominci dalla pianta del livello di riferimento...quando hai fatto, controlli che ciò che hai inserito (di solido) abbia le altezze giuste da una vista di prospetto (che nell'editor si chiamano anteriore, indietro, destra e sinistra, o lato posizione o ancora esterno/interno...), oppure da una vista 3D.

Proprio come un qualsiasi progetto in Revit.

Adesso veniamo alle misure impostate, quelle che vedi sono dei vincoli parametrici alla geometria dell'oggetto, cioè sono delle quote a cui è stato associato un nome, che regolano una dimensione precisa dell'oggetto.

Quando sei nell'editor di famiglie e tracci una quota, se la selezioni, ti spunta nella barra delle opzioni un menù a discesa che si chiama testo etichetta: puoi aggiungere così un parametro all'oggetto.

Visto che è una quota, Revit sa che il parametro regola una lunghezza e quindi non ti è dato di modificare la natura del parametro, ma solo definire il nome, il raggruppamento (altro, dimensioni, csotruzione ecc..) e la tipologia ( se di istanza o tipo).


Poi i parametri possono essere interni alla famiglia oppure condivisi (i due radio-button in alto), ma per il momento lascia stare su parametri interni.

Ok, sul nome ci sei, è una stringa di testo che ti serve per identificare un certo valore, ma fai molta attenzione: Revit fa distinzione tra lettere maiuscole e lettere minuscole (infatti puoi combinare dei parametri tra loro attraverso il nome, ma deve essere esattamente come l'hai scritto al momento della definizione).

Veniamo al raggruppamento, avrai certamente notato che quando clicchi sulle proprietà di un oggetto in revit esce una finestra divisa in settori con un titoletto (ad esempio dimensioni, costruzione ecc...), beh quello è il raggruppamento, è molto utile essere ordinati e utilizzare bene questo campo permette di velocizzare poi le modifiche perchè si trovano i parametri interessanti nei settori giusti.

La differenza tra istanza e tipo non te la sto a spiegare, solo però voglio farti notare che se vuoi creare un parametro che è risultato di qualche operazione di combinazione di altri parametri, questo deve essere necessariamente di istanza.

Quindi avrai già capito che è possibile definire i parametri a priori, indipendentemente dalle quote, e che è possibile combinarli tramite FORMULE, che comprendono anche operatori logici ( in inglese if, not, and, or ecc... c'è tutto sulla guida in linea) oltre ai consueti operatori matematici che puoi trovare su una calcolatrice scientifica...i parametri che escono da formule sono quelli che appaiono in grigetto quando editi le proprietà dell'oggetto in un progetto di Revit, perchè non si possono modificare direttamente, infatti dipendono da altri parametri.

Per aggiungere un parametro clicca sul tasto tipi di familgia nel cassetto in alto a sx, oppure da impostazioni>tipi di famiglia che è la stessa cosa (può esserti comodo se devi cambiare dei parametri mentre stai creando dei solidi, perchè il tastino non puoi più selezionarlo in quanto entri nella modalità schizzo dei solidi e cambia la barra di progettazione).

La finestra di dialogo che ti si apre ti permette di gestire tutti i parametri del tipo di famiglia, dal nome alle dimensioni ai materiali e a eventuali commenti ecc..., cliccando su aggiungi hai la possibilità di definire anche altre nature di parametri oltre alla lunghezza (che sono numero, numero intero, angolo, materiale, tipi di famiglia, testo, ecc..). Ogni cosa che fai in revit può essere controllata da parametri.

Se vuoi definire un tipo che abbia dei parametri preassegnati puoi farlo aggiungendo un tipo alla famiglia e cambiando opportunamente i valori.

Veniamo alla tua porta, ti dico come farei io, quindi non è sicuramente il modo migliore, ma almeno senti una campana.

Penso alla porta e mi chiedo cosa conosco:
-dell'apertura: larghezza,altezza, profondità (non è banale);
-del telaio: profilo, materiale;
-dei pannelli : numero, larghezza, altezza, spessore, materiale;
-lucernaio: altezza dal pevimento, telaio, forma e geomeria, materiali;
ecc...

Adesso, a parte la bucatura e il telaio che da essa dipende, potrei modellare i singoli componenti altrove e inserirli poi nidificati in questa famiglia, così potrei gestire tanti pezzettini leggeri e parametrici, quindi cancella ciò che non ti serve.

I pannelli

Apro una nuova famiglia di modello generico metrico e vado in pianta, mi esce una croce di piani di riferimento, li selezione e gli applico una puntina per non farli muovere: definiscono l'origine nel piano x-y della mia famiglia (non è proprio così, ma è utile vederla in questo modo se sei alle prime armi, per capirsi lo uso come riferimento cartesiano).

I pannelli sono schematizzabili con un parallelepipedo a basso livello di dettaglio, quindi con i piani di riferimento traccio l'ingombro in pianta del pannello ( un rettangolo definito con la sua diagonale) che ha un vertice nell'origine e uno nell'intersezione dei due nuovi piani che vado a tracciare, con coordinate (600,50) (ammettendo di lavorare in mm). Quoto i piani di riferimento, prima quelli verticali, seleziono la quota>aggiungi parametro e lo chiamo L_pannello, raggruppo dimensioni, di tipo TIPO; poi faccio la stessa cosa per i piani orizzontali e chiamo S_pannello, dimensioni, tipo.


Vado sulla vista anteriore, traccio un piano orizzontale, quoto, parametro, nome H_pannello, dimensioni, tipo.

Come vedi uso parecchio i piani, potrei selezionarli e dargli un nome per potermici raccapezzare nel caso dovessero cominciare a diventare tanti...


Adesso viene il bello: verifica!!!
Ti consiglio di verificare sempre la parametricità delle tue famiglie prima e dopo il tracciamento delle geometrie, ma già adesso son i piani di riferimento puoi controllare se qualcosa non va.

Sempre su Anteriore, clicca su tipi di familgia, nel raggruppamento dimensioni troverai i parametri che hai appena inserito; accanto al nome ci sono dei valori ceh sono quelli di "tracciamento" per così dire, e sono nella prima colonna; nella seconda colonna puoi notare un uguale: è lì che si usano le formule se hai i parametri di istanza ( che per la cronaca si distinguono da quelli di tipo perchè nel nome compare la dicitura "(default)".

Verificare significa andare a modificare a piacere i parametri che hai creato manualmente da questa tabella e cliccare su applica per verificare che i cambiamenti siano effettivamente apportati.

Se qualcosa non va...rifare!

Quindi agisci sul parametro H_pannello e cambialo, fai applica se è tutto ok, il piano si sposta.

Fai la stessa cosa dalla vista di pianta per gli altri due parametri.

Adesso che tutto funziona creiamo il pannello che si modificherà al variare dei parametri, assicurati di essere in vista di pianta al livello di riferimento.

Dalla barra di progettazione clicca su solidi>estrusione, e traccia un rettangolo che abbia i lati coincidenti con i piani di riferimento, adesso con il comando allinea seleziona prima i piani e poi le linee (usando il tasto tab se necessario per la selezione ciclica), e chiudi i lucchetti: questo dice che se il piano si sposta, si sposta la linea>>>>>quindi cambia geometria anche il solido!


Benvenuto nel mondo della parametrizzazione.

Fai questa operazione per tutte le linee e clicca su termina estrusione ( l'altezza di default è 250mm, la cambierai dopo).

Torna nella vista anteriore e con il comando allinea porta la base superiore del pannello allo stesso livello del piano di riferimento che è regolato da H_pannello e chiudi il lucchetto ( visto! funziona anche sulle facce dei solidi già belle e fatte...avresti potuto fare un parallelepipedo di dimensioni arbitrarie e allineare le facce ai piani di rif in un secondo momento, lucchettando il tutto).

Ora definisci il materiale del pannello, anche questo mettilo parametrico. Per farlo aggiungi un parametro da tipi di famiglia, lo chiami materiale_pannello, materiali, raggruppi in materiali e finiture, tipo.
Se vuoi complicare la geometria per livelli di dettaglio superiori, usa gli stessi principi di base e comanda la visibiltà dei tuoi oggetti dalla barra delle opzioni.

Quando pensi che possa andare bene, slava con nome e importa il pannello nella famiglia di porta, lo inserisci come componente qunate volte vuoi e vedrai che il punto di inserimento dipende da dove si trovava la croce dei piani di riferimento che avevi all'inizio della creazione del modello generico del pannello.


Il pannello ora ha dei parametri che devi collegare a quelli della porta. Da tipi di famiglia aggiungi un parametro che chiami L_anta, definito come lunghezza, dimensioni, istanza. nella colonna delle formule dopo l'uguale, metti Larghezza/2 ( o quello che hai, il concetto è che vuoi un parametro automatico che ti calcoli la metà della larghezza della porta per poi assegnarlo alla lunghezza del pannello).


Fatto ciò selezioni il pannello, e sulle proprietà del tipo entri alla voce L_pannello e clicchi sul quadratino in fondo a dx della riga, dall'elenco dei parametri lunghezza disponibili selezioni L_anta, e dai ok finchè non esci. fai la stessa cosa per il parametro H_panello assegnandogli il parametro Altezza dell'apertura. Ora vincola la posizione del pannello a un lato dell'apertura allineando e lucchettando (ricorda di dare una gerearchia, prima si seleziona il rif e poi l faccia di ciò che vuoi che si sposti) e il gioco è fatto. Copia il pannello e vincola allo stesso modo sull'altro lato. Assegna il materiale ai pannelli allo stesso modo.


Dovresti avere una porta con i due pannelli adesso. Se provi a cambiare i parametri a tipi di famiglia e tutto va correttamente, la geometria e il resto devono cambiare.


Per gli altri oggetti stesso discorso, usando bene gli altri comandidi solidi e vuoti, il nodo della questione è capire come si comporta una determinata cosa e analizzare il problema per ricondurlo ad elementi semplici.

Non tardare troppo a leggere la guida e le esercitazioni, sono davvero indispensabili, e cerca di sperimentare tutto appena puoi, altrimenti avrai sempre delle lacune che ti rallenteranno...

Spero che per cominciare ti dia delle basi sufficienti.

Alla prossima.

-paolo"

Per le evoluzioni della discussione rimando al forum.